Ciao Tesoro mio. Oggi son due anni senza te, anche se in fondo non te ne sei mai andato. Le cose che continui a trasmettermi sono di una ricchezza indescrivibile, e lo riesci a fare con la tua solita dolcezza.
Mi hai portata a trasformare la malinconia in gratitudine, a riuscire a ridere dei tuoi ricordi, a camminare per i sentieri senza piangerti, a ridonare leggerezza al silenzio in casa, e a sentirti comunque sempre lì, vicino a me, anche nel vuoto che hai lasciato.
Ho imparato a riconoscerti nei pescetti del Lej da Staz, nei legni sbriciolati, nelle folate di vento che arrivano improvvise mentre ti penso, o nel pelo che arriva da chissà dove in momenti un po’ così.
Ti ritrovo persino nell’allegria che a volte mi prende dal nulla, o nella calma improvvisa che mi invade in momenti di estrema fragilità. E poi va be’, sei lì nella neve, nei laghi, nelle nuvole dorate dei tramonti come quelle di stasera… so che eri tu.
Non c’è giorno che non ti abbia pensato e non c’è giorno che tu non mi sia mancato, ma il cercare di stare nella tua assenza mi ha cambiata nel profondo. Non sono però ancora riuscita a tornare a quel 5 gennaio del 2024: fa ancora un male indicibile.
Continuerò a provarci, perché so che quel giorno, nel tuo modo di essertene andato, di come mi hai salutata e da come la natura in quel momento ha partecipato al nostro commiato terreno, è racchiuso uno dei messaggi più intensi e importanti che la vita mi abbia mai donato. Ma lo ammetto: non sono ancora pronta a srotolare quel momento.
Lo tengo lì però, nel mio cuore come ogni istante passato con te. È una perla preziosa che so un giorno sboccerà per conto suo, con la delicatezza che era propria di te e che tanto cercavi di insegnare a me. Grazie Artù, per questo tuo continuo te, e per questo nostro eterno noi ❤️.
