CHI SONO
Mi chiamo Giada Bianchi e da sempre cammino tra parole, immagini e gesti.
Nel tempo, ho imparato che la realtà non si prende, non si descrive, non si domina. La realtà si ascolta, si attraversa, si nomina.
Mi definisco artista della nominazione del reale, perché il mio lavoro cerca di restituire al mondo parole vive, capaci di accogliere ciò che accade e farlo risuonare.
Ho abitato molte forme, tra cui arredatrice e redattrice. Ognuna mi ha lasciato una voce, un tempo, un modo di percepire il mondo. Ho continuato poi a cercare luoghi in cui le domande potessero respirare, in cui ogni frammento potesse avere dignità di senso.
Nel 2017 mi sono trasferita in Engadina, a 1800 metri d’altezza. In quel silenzio fatto di luce e pietra, ho iniziato a riconoscere gli istanti: brevi accadimenti capaci di contenere una verità più ampia. E ho capito che ogni istante può essere una soglia. Ogni soglia, un varco. Ogni varco, un nome da trovare.
Ho chiamato questo ascolto sottile Sorèl, come il vento che soffia in Bregaglia, e che in dialetto significa sussurro. Sorèl è diventato il mio modo di stare al mondo: con attenzione, delicatezza e gratitudine. È da lui che nasce l’arte della nominazione del reale.
Oggi raccolgo istanti vissuti, parole affiorate, gesti rivelatori. Li intreccio in una trama collettiva fatta di soglie attraversate, nomi sussurrati, frammenti che cercano casa.
Da questa pratica sono nati i miei progetti:
Il Vocabolario Collettivo della Realtà – parole vere, donate dalle persone, nate da esperienze condivise.
I Dipinti Collettivi della Realtà – opere visive nate dall’ascolto di oltre 900 testimonianze.
Le Passeggiate Collettive nella Realtà – cammini poetici per ritrovare la risonanza tra ciò che accade dentro e fuori.
Dal 2022 studio Scienza, Filosofia e Teologia delle Religioni per dare radici alla mia ricerca sul mistero e sul sacro, e mi sto formando come accompagnatrice culturale, per poter condurre le persone tra visibile e invisibile, tra realtà e possibilità.
Il mio intento è semplice: ridare parole alla realtà. Non per spiegarla, ma per nominarla con cura, affinché possa essere abitata da più voci, da più sguardi, da più mondi.
Cammino ancora con gli occhi aperti agli istanti,
le mani pronte a raccoglierli,
e il cuore in ascolto del vento.
Quel vento che sussurra:
“Sorèl…”
Oltre al mio cammino artistico, ho esplorato molteplici linguaggi espressivi, dalla scrittura alla grafica, dalla fotografia alla comunicazione culturale. Se desideri scoprire di più sul mio percorso professionale, clicca sul pulsante qui sotto