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#NOI1 in Stazione Centrale a Zurigo

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Il 15 agosto scorso si è svolta presso la stazione centrale di Zurigo la Swiss Art Expo by Artboxproject, una manifestazione atta ad avvicinare l'arte alle persone raggiungendole nella loro quotidianità. Fra le opere presentate non poteva mancare #NOI1, nato ascoltando le testimonianze che hanno risposto alla domanda "come vedi te stesso?".

Condividere genera incontri, mentre esserci amplia il senso di quel #NOI. Grazie a tutti coloro che hanno permesso ciò ❤️.

Ciò che si vede dalla cima di un dossier

In questo periodo sto preparando dossier di progetto, per cui la postazione di lavoro è passata dalla tela alla scrivania. Fermarsi a pensare, tramutare un'idea in parole, sintetizzare un concetto complesso, quantificare l'operazione, costruire i ruoli del team e di alcuni vederne già il volto, prevedere delle varianti e immaginarne sia il risultato che l'impatto e, cosa non meno importante, sognare.

Poi magari questa idea rimarrà stampata fra le pagine senza potersi sviluppare nella realtà, ma il processo di pensiero che porta a identificare e concretizzare un progetto realizzabile è sempre utile e arricchente. È come costruire una scala solida su cui appoggiare in futuro qualsiasi intenzione; che cambia è il panorama che si vedrà una volta percorsa e arrivati in cima.

Oggi il mio panorama è questo, e buon lavoro anche a tutti voi.

Inaugurazione mostra CRASH/FRAGMENTS il 10 ottobre 2019

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Giovedì 10 ottobre alle ore 18, presso lo Spazio 1b di Lugano, si terrà l'inaugurazione della mostra collettiva "crash/fragments" nella quale si troverà #FENICE, il dipinto nato ascoltando le testimonianze ricevute legate a momenti di rinascita, le quali saranno accessibili sul posto attraverso il proprio cellulare tramite uno specifico QRcode.

Se siete da quelle parti passate che c'è sempre bella gente, e se non ci conosciamo non abbiate timore a venire a tirarmi la giacca (o cappotto), che incontrarsi è un modo semplice ed efficace per creare sorrisi e insomma: what else?

Vi aspetto, ed evviva la condivisione capace di creare arte!

Il dipinto rimarrà esposto fino a febbraio 2020.

Uno sguardo nel nuovo #giadatelier

Nel mese di agosto ho trasferito l’attività in un nuovo atelier a Sankt Moritz, in Via Aruons 17. Ecco un video in cui si può dare una sbirciatina all’interno di quello che vuole diventare non solo uno spazio di lavoro ma anche un luogo in cui divulgare fisicamente attraverso incontri il mio concetto artistico basato sul riconoscimento della propria esperienza come riflesso di identità uniche, inimitabili e straordinarie, come quelle di ognuno di voi ;-).

Raccontarsi per generare un cambiamento nella società

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L'indifferenza è un vortice capace di risucchiare al suo interno valori, potere d'azione, sapere, credo, se stessi, i rapporti e gli altri; non guarda in faccia a niente e a nessuno e non prova nemmeno vergogna per la propria voracità. Ma a volte, per cambiare le cose, è utile anche solo iniziare ad apparire.

Per questo credo che raccontare un’esperienza personale sia un contributo attivo fatto verso la società; è un modo per contrastare l’apatia moderna, come dire “io esisto e di conseguenza mi accorgo di ciò che accade, io ci sono!”. È un gesto attraverso il quale è possibile comparire senza evidenziarsi, un manifestarsi privo di ostentazione.

È un’azione necessaria affinché ci si possa porre fra la luce dell’esistenza e lo sfondo foto-sensibile dell’eternità e rimanere così impressi nella memoria universale. Ecco cosa cerco di fare nei miei dipinti, cerco di rappresentare l’istante in cui una persona sorge nel panorama della storia attraverso la condivisione del sé, rendendo forse così possibile scriverne una migliore, di Storia.

#ARTLIFE - Testimonianze audio: quando le trascrivo

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Poi c’è che le trascrivo. Sì, chiedo di inviarmi un messaggio vocale ma poi ne riporto le parole sulla Moleskine dedicata al progetto. Scrivo sempre a mano; anche questo appartiene al rituale della nascita del dipinto. Deve esserci silenzio assoluto, poi mi siedo davanti al cellulare e faccio partire l’audio, che blocco man mano per avere il tempo di capire bene ogni parola e imprimerla sulla carta attraverso la traccia. La ascolto diverse volte per evitare errori, gustarne il senso e fissare nella memoria il timbro di voce e le emozioni in esso contenute. 

Ogni testimonianza è un intimo incontro, è un tête-à-tête colmo di rispettosi dialoghi muti e sguardi di fiducia. In quei momenti è un po’ come registrare una musica su vinile, dove in seguito ripassandoci sopra lo sguardo dal solco della matita scaturisce la melodia del racconto. Questo mi permette di meglio seguire il ritmo della creazione, laddove l’esecuzione improvvisata lo richiede.