#UNIVERSUS

L’opera è stata creata nel 2019 per un concorso artistico dal tema “il Mondo extrageografico”.

Come creare un dipinto/mappa rappresentante una geografia umana senza limiti temporali e confini, esplorabile e abitabile da chiunque senza bisogno di permesso alcuno e che, malgrado sia in continua espansione ed evoluzione, rappresenti in qualsiasi istante la via per raggiungere il tesoro nascosto? Generando un #UNIVERSUS dove l’uno (uni) è rivolto (versus) us (noi): uno Spazio nato dalle persone, per le persone e propagabile attraverso di esse.

"Raccontami il tuo luogo del cuore”, è stata questa la domanda posta nella call to action dedicata. Ciò ha permesso a intime realtà di apparire spontaneamente in superficie e divenire così territori, trasposti in seguito su tela.

L’uomo esiste all’interno di sé con la propria verità e al di fuori tramite le proprie azioni nel mondo. Coloro che hanno donato un luogo a loro caro hanno creato fra queste due realtà un ponte,  accessibile all’infinito grazie all’osservazione e all’ascolto d’altri i quali, stimolati dal confronto, potranno a loro volta costruire e offrire il proprio. 

Si è andata così formando una mappa dove i confini sono stati tramutati in passaggi verso luoghi conquistati non con l’occupazione ma tramite l’arricchimento ricevuto dall’incontro fra individui, fra mondo interno ed esterno, fra passato/presente/futuro, fra ricezione e azione, fra unicità e insieme e fra tutti gli opposti, come opposti sono i poli che nel contempo si rifuggono e attraggono sviluppandosi e trasformandosi.

#UNIVERSUS è un dipinto simbolo di quell’extrageografia in cui ognuno può trovare il proprio posto sulla terra, raggiungibile percorrendo il sentiero che conduce a divenire sia del mondo che di se stessi, fino a evolversi in quell’astro splendente capace di orientare i pellegrini erranti durante le lunghe e oscure notti, di qualsiasi natura esse siano.

#UNIVERSUS - Acrilico su tela, dim. cm 290x190

#UNIVERSUS - Acrilico su tela, dim. cm 290x190

Ascolta le testimonianze che hanno dato vita a #UNIVERSUS:
Raccontami il tuo luogo del cuore”

TESTI

In questa occasione è stata data la possibilità di partecipare alla condivisione del racconto sia in forma orale (tramite messaggio vocale) che in forma scritta, come pure la scelta se rimanere anonimi o conosciuti è stata lasciata al singolo. Di seguito le testimonianze non presenti nel file audio ma che hanno comunque contribuito alla creazione del dipinto #UNIVERSUS.

Tiziana Meccia: “il vento soffiava leggero e con il suo calore sfiorava i nostri visi. La sabbia sottile accarezzava i nostri corpi e noi, rapiti da un’atmosfera quasi onirica, ci siamo ritrovati  in un mondo senza tempo, senza pensieri e preoccupazioni. Il deserto ci ha resi più consapevoli della bellezza e unicità della vita”.

Anonima: “ll posto che ho nel cuore è il Monte Laura, sopra Roveredo, dove salgo per rigenerarmi da più di 66 anni. Lì mi sento libera, e i contatti con le altre persone sono più intensi che non in città. Ho condiviso tante estati felici da bambina, con mio marito, i miei figli e i miei nipoti”.

Anonimo: “Il mio universo si trova su un lago ghiacciato. È un posto che non sembra vero, eppure lo è. Il crepitio della neve sotto i piedi… e l’orizzonte che mhmm... è fatto solo per sognare...”

Gabriella Supertino: ”Un po' anima antica amo camminare e avvolgermi nella natura che identifico in particolare sui monti, un po' lupa attraverso boschi a cercare nuovi orizzonti, un po' aquila anelo alla roccia per permettere alla mia anima di spiccare il volo. Sempre i battiti del mio cuore impazzano al nuovo cammino, al primo passo, all'invitante sentiero. La fatica, la sosta, l'ascolto, l'abbraccio, i ciottoli, i rami, il cielo sanno confortarmi. Gli occhi cercano sino a che, tra la roccia, uno spazio cheta il mio cuore. Il mio corpo respira, l'anima si libra.”

Carmen Corbo: “Luoghi e panorami bellissimi ne ho visti tanti, ma il mio “angolino speciale” è un ponte... un semplicissimo ponte. Un ponte particolare, e forse oggi ancora più speciale perché non esiste più. 

Purtroppo la frana di ormai quasi due anni fa, se l’è portato via…. ma in fondo non conta la forma, conta la posizione e il suo significato. Oggi al posto del vecchio ponte di granito, c’è un bellissimo ponte sospeso, un po’ traballante questo è vero, ma una vera avventura e divertimento attraversarlo!  Oggi è diventato un simbolo di rinascita e ricostruzione. Uniti si vince. Attraversarlo è stata una “rivincita”.  Forse per questo, gli anziani del paese, senza troppi problemi hanno fatto a gara per passare per primi!

Come dicevo, un ponte che unisce. É il punto di incrocio esatto di due paesi, ma anche di due valli, le “mie Valli”. Val Bregaglia e Val Bondasca. Adoro stare su quel ponte perché l’aria che scende dalla Val Bondasca è speciale. Il suo profumo è speciale. Se chiudi gli occhi puoi sentire distintamente l’odore di resina dei larici misto a quello delle rose alpine. L’aria sempre fresca e frizzante che ti fa rabbrividire per un attimo, ma subito dopo ti fa stare bene.

Anche nelle calde giornate estive, su quel ponte è sempre ventilato. Da quella posizione non vedi nulla di particolare, solo una stretta gola in cui senti risuonare tra salti e cascate il torrente, che nasce e scende dagli antichi ghiacciai poco distanti da quel punto. Quella gola alta e stretta a cui sono legate tante storie e leggende del paese, storie “magiche” che usava mia nonna per farmi addormentare da piccola! 

Ma quello che più mi affascina di quel posto è proprio il profumo di quell’aria. Odora di vette maestose, dalla cui cima ho conosciuto la sensazione di poter dominare…. non il mondo…. ma me stessa! Quel muro naturale di granito che divide Italia e Svizzera, ha un profumo tutto suo che riconoscerei ovunque. 

Su quel ponte, “non vedi”, ma senti arrivare in quell’aria, tutta la forza di quei giganti di granito. Senti la loro presenza, sempre. Per me è un concentrato di libertà, timore, determinazione e rispetto. Questo è sempre stato sin da piccola, il mio “rifugio” da qualsiasi problema o pensiero”.

Lorenza Bonazzoli: “La baia è grande e incantevole e circondata da suggestive scogliere e da una serie di falesie, l’acqua è incontaminata, la sabbia morbida come un manto di velluto nero. Non esiste scenario migliore per fare pace coi mondi, quello fuori e quello dentro di noi, e per sedersi in raccoglimento, a immaginare che se sulla nostra terra dovesse esistere un luogo incantato dove Dio incontra gli uomini, ebbene, quel luogo sarebbe proprio qui. E cosa potrebbe raccontare Dio agli uomini in un luogo incantato? Favole, naturalmente!”

Anonima: “Ho cercato in lungo e in largo, ma non sono riuscita a trovare un luogo dove sentirmi totalmente bene. Ovunque mi trovi se sono in comunione con Gesù tutto diventa meno ostile, e la vita è vita”.

Anonima: “Il mio luogo sono le colline intorno al mio lago. Alla giusta altitudine, fra il blu del lago e l’azzurro del cielo sento la sicurezza e la forza delle mie verdi montagne. Qui trovo l’energia per guardare lontano, illuminata dalla luce del sole che brilla sulla superficie dell’acqua così come nel mio cuore”.