PERCORSO CONCETTUALE

Giada Bianchi ha lavorato prima come arredatrice di interni e in seguito come giornalista addetta al settore social network, professioni che le hanno permesso di notare e osservare le sottili relazioni che intercorrono fra le persone presenti in un determinato spazio, sia esso fisico o virtuale, e di come benché immersi nell’era della comunicazione e dei contatti sia sempre più difficile riuscire a trasmettere.

A seguito di ciò è nata l’esigenza di creare un luogo in cui ogni individuo potesse manifestarsi non per o malgrado gli altri ma in loro presenza, senza il timore di venir giudicato. Le dimensioni scelte attraverso cui operare sono state le realtà off e online, in cui ci fosse la possibilità di espandersi oltre la circostanza e, non da ultimo, dove l’arte giocasse il ruolo di campo su cui costruire l’intesa.

Dopo vari tentativi e molta sperimentazione, nel 2015 Giada iniziò il progetto #ritrattinarrativi basato sulle esperienze personali in quanto riflesso d’identità, dando vita ad eventi divulgati nel web per generare un atto di condivisione concreto: le call to action. Le tracce audio ricevute sono state in seguito trasformate in tracce pittoriche, la cui opera d’arte finale è divenuta simbolo di incontro, accettazione, presenza e accoglienza.

Oggi i dipinti sono accompagnati dai file sonori con i racconti che li hanno generati affinché ascoltandoli l’unicità dello spettatore possa manifestarsi e, di conseguenza, dialogare con il quadro testimone dell’evento, liberandolo così dalla dimensione fisica della tela per entrare in quello delle relazioni: un’opera d’arte nell’opera stessa, in continua evoluzione ed espansione attraverso l’incontro con l’esperienza altrui.

Fino ad ora sono state raccolte circa 260 testimonianze suddivise in 9 progetti di cui 5 completati, mentre molte sono le idee e le possibilità di applicazione che attendono solo la giusta occasione per poter essere mostrate, discusse e realizzate.